Gli Inzaghi e gli Esposito in Nazionale

«Ma grazie mamma, ne hai fatti due su due».

Così cantavano J-Ax e Grido, fratelli anche loro, in una canzone d’inizio millennio che celebrava la fratellanza vera: non quella della Rivoluzione francese e neppure quella dell’inno nazionale (anche se qui, per forza di cose, si finisce a parlare di Fratelli d’Italia), ma quella di sangue.

Chissà cosa pensava, nelle notti in questione, la signora Esposito. Lei ne ha fatti tre su tre e adesso è a un passo da vedere due dei suoi figli scrivere una piccola pagina di storia del calcio italiano. Roberto Mancini ha infatti convocato Sebastiano e Francesco Pio Esposito per gli impegni di Nations League contro Belgio, Turchia e Francia: se dovessero scendere in campo contemporaneamente, diventerebbero appena la seconda coppia di fratelli a giocare insieme nella Nazionale maggiore.

I primi? Pippo e Simone Inzaghi, che però con la maglia azzurra hanno condiviso appena undici minuti
. Un record tutt’altro che inattaccabile, insomma.

Pio era atteso, Sebastiano molto meno<&g2>

La presenza di Francesco Pio Esposito non sorprende più nessuno. Il più giovane dei tre fratelli, classe 2005, si è preso l’Inter e ha già trovato spazio e gol con la Nazionale (con numeri veramente importanti – 7 gol in 11 gare): considerarlo uno degli astri nascenti del calcio italiano, a questo punto, non significa certo esporsi in una previsione particolarmente avventurosa.

Più inattesa è la scelta di Sebastiano. Nato nel 2002, l’attaccante oggi al Sassuolo sembrava destinato a bruciare le tappe quando esordì giovanissimo con l’Inter, ma la sua carriera ha seguito una strada meno lineare: SPAL, Venezia, Basilea, Anderlecht, Bari, Sampdoria, Empoli e Cagliari prima dell’attuale esperienza neroverde. Tante squadre, qualche passaggio a vuoto e la sensazione, rimasta addosso per anni, di un talento non ancora espresso fino in fondo.

La chiamata di Mancini è quindi una delle sorprese della lista. Pio rappresenta già il presente e soprattutto il futuro dell’attacco azzurro; Sebastiano si è guadagnato l’occasione dopo un percorso decisamente più accidentato. Due storie differenti che tornano a incrociarsi in Nazionale.

Era già successo nell’estate del 2025, al Mondiale per club, ma senza che i due riuscissero a giocare insieme: contro gli Urawa Red Diamonds, Pio entrò proprio al posto di Sebastiano. Una specie di passaggio di consegne, almeno per quella sera. Con l’Italia potrebbe finalmente esserci spazio per entrambi.

Gli undici minuti di Pippo e Simone Inzaghi

Il precedente da superare risale al 15 novembre 2000. Allo Stadio delle Alpi di Torino l’Italia affrontava l’Inghilterra in amichevole e Giovanni Trapattoni decise di mandare in campo Simone Inzaghi al 61’. Pippo era già sul terreno di gioco e vi rimase fino al 72’: undici minuti esatti uno accanto all’altro, prima della sostituzione del fratello maggiore.

Quella partita, vinta dagli Azzurri per 1-0, è rimasta l’unica presenza contemporanea di due fratelli nella Nazionale italiana. A Sebastiano e Pio, facendo due conti piuttosto semplici, basterebbe condividere il campo per dodici minuti per andare oltre gli Inzaghi. Devono prima riuscire a entrarci insieme, naturalmente: una convocazione comune non garantisce nulla, come insegna un’altra coppia celebre del nostro calcio.

Franco e Giuseppe Baresi furono infatti entrambi inseriti nella rosa dell’Italia per il Mondiale del 1986, ma non disputarono mai la stessa partita in azzurro. Il paradosso è discreto: due bandiere di Milan e Inter, due carriere enormi, una Coppa del Mondo vissuta nella stessa squadra e neppure un minuto fianco a fianco con la Nazionale maggiore.

Fuori dall’Italia la faccenda è stata molto meno rara. Frank e Ronald de Boer hanno condiviso per anni la maglia dei Paesi Bassi; Bobby e Jack Charlton hanno vinto insieme il Mondiale del 1966; Michael e Brian Laudrup hanno giocato il torneo del 1998 con la Danimarca. Più avanti sono arrivati Kolo e Yaya Touré con la Costa d’Avorio, Eden e Thorgan Hazard con il Belgio, Lucas e Theo Hernandez con la Francia. Da noi, invece, tutto si è fermato a quegli undici minuti torinesi.

E se un giorno arrivassero a tre?

La storia azzurra degli Esposito, però, non comincia con Sebastiano e Pio. Il maggiore è Salvatore, centrocampista classe 2000 oggi alla Sampdoria in Serie B. In Nazionale ci è già arrivato: Roberto Mancini (proprio lui, prima del “tradimento” arabo) lo fece debuttare l’11 giugno 2022, a 21 anni, nel pareggio per 0-0 contro l’Inghilterra a Wolverhampton. Entrò nel secondo tempo al posto di Lorenzo Pellegrini.

Da allora è uscito dal giro azzurro, ma a 26 anni ha ancora il tempo per provare a rientrarci. E allora l’obiettivo degli Esposito potrebbe diventare molto più ambizioso dei dodici minuti necessari a scavalcare Pippo e Simone: portare tre fratelli nella stessa Nazionale italiana, magari persino nella medesima lista di convocati.

Nel calcio mondiale esiste almeno un precedente clamoroso. Jerry, Wilson e Johnny Palacios furono convocati insieme dall’Honduras per il Mondiale del 2010, primo terzetto di fratelli inserito nella stessa rosa iridata. Per l’Italia sarebbe invece un unicum assoluto.

Prima, però, c’è un primato assai più vicino. Mancini deve soltanto scegliere Sebastiano e Pio nella stessa partita e concedere loro almeno dodici minuti. La signora Esposito, in attesa dell’eventuale tre su tre azzurro, potrebbe già cominciare ad accontentarsi di un ottimo due su due.

Di admin

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