C’è chi ha un figlio di nome Elvis – si pensi alla canzone di Ligabue o al caso di Abbruscato, ex attaccante con un centinaio di reti tra i professionisti – e chi ha un padre di nome Rambo, come nel caso che ci apprestiamo a raccontare.
Ok, non è proprio il nome, Rambo, ma è uno dei soprannomi con cui è stato ricordato Ronald Koeman. Qui, però, parliamo nello specifico del figlio Ronald Koeman junior: ragazzone di 188 centimetri, classe 1995, nato a Barcellona ma cresciuto calcisticamente nei Paesi Bassi, dove ha esordito tra i professionisti nell’aprile del 2016 con il TOP Oss.
Ronald Koeman Jr, a differenza del padre, si disimpegna tra i pali e i gol dovrebbe evitarli. In carriera, in effetti, ne ha incassati parecchi e ha raccolto pochi clean sheet, trascorrendo buona parte del proprio percorso nelle serie minori olandesi. Poi è arrivata l’Eredivisie, conquistata con il Telstar e conservata all’ultima giornata della passata stagione.
Ecco, quanto accaduto proprio in quell’ultima giornata – e poi pochi mesi più tardi contro il Cambuur – merita di essere narrato.
Un Koeman cresciuto lontano dalle grandi squadre
Portare quel cognome nel calcio olandese non deve essere semplicissimo. Ronald Koeman padre è stato un’icona del calcio olandese, in anni particolarmente fortunati per lo stesso, ed è stato in assoluto uno dei difensori più prolifici della storia: oltre 250 reti per lui tra club e nazionale, molte delle quali segnate su rigore o calcio di punizione. Ha vinto la Coppa dei Campioni con PSV e Barcellona (battendo con una sua rete in finale la Sampdoria), l’Europeo del 1988 con i Paesi Bassi e, una volta diventato allenatore, ha guidato tra le altre Ajax, Benfica, Everton, Barcellona e la stessa nazionale olandese.
Il figlio ha scelto un mestiere differente. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell’Almere City è passato al TOP Oss, con cui ha trovato spazio a intermittenza nella seconda serie. Nel 2021 si è trasferito al Telstar, squadra di Velsen-Zuid che mancava dall’Eredivisie da quasi mezzo secolo.
La promozione è arrivata nel 2025 attraverso i playoff, al termine di una stagione nella quale Koeman Jr aveva giocato ogni minuto delle 38 partite di campionato. Il Telstar è così tornato nella massima serie dopo 47 anni, accompagnato da un portiere con un cognome ingombrante ma una carriera costruita lontano dai club frequentati dal padre.
L’impatto con l’Eredivisie non è stato esattamente comodo. La squadra ha lottato per evitare la retrocessione e si è presentata all’ultima giornata del campionato 2025/26 con la salvezza ancora da conquistare.
Koeman e il primo rigore che non si scorda mai (e vale la salvezza)
Il 17 maggio 2026 il Telstar affrontava il Volendam in uno scontro diretto. Koeman aveva cominciato la partita nel peggiore dei modi, incassando il gol di Anthony Descotte dopo meno di due minuti. Danny Bakker aveva pareggiato poco prima dell’intervallo, lasciando il risultato sull’1-1 fino alle battute conclusive.
All’88’ è arrivato un calcio di rigore per il Telstar. Dal dischetto non si è presentato un attaccante e nemmeno un centrocampista: Koeman Jr ha attraversato tutto il campo, ha sistemato il pallone e ha segnato il 2-1 che ha permesso alla sua squadra di evitare gli spareggi per non retrocedere.
C’è un dettaglio che rende la scena ancora più curiosa: prima di quel pomeriggio Koeman non aveva mai battuto un rigore in una partita ufficiale. Si era allenato dal dischetto, certo, ma non era uno specialista né il rigorista abituale della squadra. La prima conclusione dagli undici metri della sua carriera è quindi arrivata a trent’anni, all’89’ dell’ultima giornata, con la permanenza in Eredivisie ancora in bilico. Diciamo che poteva scegliere un’occasione meno impegnativa per provare.
Il pallone è finito nell’angolo basso e il Telstar si è salvato. Per Koeman è stato anche il primo gol tra i professionisti, arrivato dieci anni dopo l’esordio con il TOP Oss. Intervistato successivamente dalla NOS, il portiere ha spiegato di essersi esercitato molto sui rigori. Una cosa è farlo in allenamento, però, un’altra presentarsi sul dischetto con una stagione appesa al proprio destro.
Poteva rimanere l’episodio irripetibile da riproporre periodicamente nelle raccolte dedicate ai portieri goleador. Invece pare che Koeman figlio ha iniziato a prenderci gusto.
Koeman junior e il bis (anzi tris) dal dischetto: due gol al Cambuur, il secondo al 101’
Il 6 settembre 2026 il Telstar ha quindi ospitato il Cambuur nella quarta giornata del nuovo campionato. La partita ha preso una brutta piega già al 22’, quando l’islandese Nökkvi Thórisson si è fatto espellere lasciando i padroni di casa in dieci.
Il Telstar ha resistito fino all’intervallo, ma nel secondo tempo il Cambuur ha sfruttato la superiorità numerica: Rafik El Arguioui ha sbloccato il risultato al 53’, Nicolas Binder ha raddoppiato sette minuti più tardi. Sullo 0-2 e con un uomo in meno, la faccenda sembrava chiusa.
Tre minuti dopo, però, il Telstar ha ottenuto un rigore. Koeman Jr ha lasciato la propria area, percorso nuovamente il campo e trasformato il tiro dagli undici metri. Secondo rigore ufficiale della carriera, secondo gol.
I padroni di casa hanno quindi continuato ad attaccare, trovando un altro penalty quando il cronometro indicava ormai il 101’. Sul dischetto è tornato lui. Koeman ha segnato ancora, completando una rimonta piuttosto difficile da immaginare: Telstar-Cambuur è finita 2-2, con entrambe le reti della squadra di casa realizzate dal portiere.
Con quella doppietta Ronald Koeman Jr è diventato il primo estremo difensore nella storia dell’Eredivisie a segnare due gol nella stessa partita. Una partita, peraltro, tutt’altro che semplice: la sua squadra ha giocato per oltre settanta minuti in inferiorità numerica e si è ritrovata in svantaggio di due reti.
Non potrà vantare la carriera del padre Rambo (e non vogliamo girare il coltello nel complesso edipico), ma Ronald Koeman Junior potrà vantare d’ora in poi questo insolito primato, che si aggiunge alla sua presenza nel Guinness World Records.
Il 4 settembre 2019, infatti, il ragazzo stabilì il record per il maggior numero di gol segnati da centrocampo in un minuto: 29 palloni spediti in rete, nove in più rispetto al precedente primato del portiere argentino Sergio Romero. A porta vuota, ad onor del vero, ma pur sempre da centrocampo e al ritmo di quasi un gol ogni due secondi. Evidentemente quel destro aspettava soltanto di essere utilizzato anche durante una partita.
