Andrada perde la testa dopo l’espulsione e colpisce Pulido: rischio maxi squalifica e addio al Zaragoza in una stagione già complicata.
Una partita tesa, sporca, con pochissimo calcio e tutto il peso di una classifica che non lascia margine. Il derby tra Real Zaragoza e Huesca si è chiuso così: 1-0 per gli ospiti, firma di Óscar Sielva, ma soprattutto con immagini che fanno il giro della Spagna e non solo. Protagonista, suo malgrado, Esteban Andrada, portiere argentino del Saragozza con quattro presenze nel 2019 con la Nazionale albiceleste, che dopo essere stato espulso ha colpito con un pugno il capitano avversario Jorge Pulido, scatenando una rissa generale.
Un episodio che va oltre la singola partita e che rischia di segnare in modo pesante il finale di stagione del club aragonese, già invischiato nella zona retrocessione. E, forse, anche il futuro dello stesso Andrada.
Un finale fuori controllo in una partita già tesa
Il contesto aiuta a capire, ma non giustifica. Zaragoza e Huesca arrivavano allo scontro diretto con l’acqua alla gola, entrambe in piena lotta per evitare la retrocessione. Ne è uscita una gara bloccata, fisica, spesso al limite. Pochi spazi, tanti contrasti, nervi sempre più scoperti con il passare dei minuti.
Nel recupero, l’episodio che cambia tutto. L’arbitro si avvia verso il VAR quando Andrada spintona il capitano avversario Jorge Pulido, prendendosi il secondo giallo. Espulsione. Fin lì, nulla di insolito (per altro lo spintone – ad onor del vero – non è così clamoroso da giustificare la caduta a peso morto di Pulido). Ma quello che succede subito dopo è difficilmente spiegabile.
Il portiere argentino, visibilmente fuori controllo, si dirige verso l’avversario causa della sue espulsione e lo colpisce con un pugno al volto (quello sì, da KO).
Da lì, la partita si trasforma in una maxi rissa: arrivano altri cartellini rossi, tra cui quelli per Dani Jiménez (Huesca) e Dani Tasende (Zaragoza), mentre lo stadio assiste a una scena che poco ha a che fare con il calcio.
Scuse immediate, ma il rischio è una maxi squalifica
A fine partita, Andrada si presenta davanti ai microfoni con toni molto diversi rispetto a quelli mostrati in campo. Ammette l’errore, senza cercare alibi. Parla di un momento in cui ha “perso la testa” e chiede scusa, al club, ai tifosi e allo stesso Pulido. Una presa di responsabilità chiara, ma che difficilmente basterà ad alleggerire la sua posizione.
Il Real Zaragoza, dal canto suo, ha diffuso un comunicato altrettanto netto: condanna totale dell’accaduto e promessa di provvedimenti disciplinari interni. Il passaggio più significativo riguarda il ruolo dei calciatori come esempio, soprattutto per i più giovani. Un richiamo che suona quasi obbligato, vista la gravità delle immagini.
Anche dagli avversari arrivano parole dure. Il tecnico dell’Huesca parla apertamente di “perdita totale di controllo”, sottolineando come la tensione della partita non possa mai giustificare un gesto del genere. Sulla stessa linea l’allenatore del Zaragoza, che ammette senza giri di parole: “Ci sono limiti che non si possono superare”.
Ora la questione passa al giudice sportivo. Il pugno a gioco fermo, per di più dopo un’espulsione già comminata, è una delle situazioni più gravi previste dal regolamento. Il rischio concreto è una squalifica lunga, potenzialmente tale da chiudere in anticipo la stagione del portiere.
Un finale di stagione complicato e un addio sempre più probabile
La posizione di Andrada si complica ulteriormente se si guarda al contesto contrattuale. Il portiere, 35 anni, è in prestito dal Monterrey e il suo futuro a Saragozza non è mai stato del tutto certo. Dopo quanto accaduto, l’ipotesi di una separazione a fine stagione diventa più che plausibile.
Per il Zaragoza, che resta nelle zone basse della classifica con poche giornate ancora da giocare, è un problema doppio. Da un lato la perdita di un titolare in un momento delicatissimo; dall’altro l’ennesimo segnale di una stagione vissuta sempre sul filo, non solo dal punto di vista tecnico.
Il club aragonese, storicamente una realtà importante del calcio spagnolo, continua a fare i conti con un presente complicato. E episodi come questo non aiutano a ricostruire né credibilità né serenità.
Il derby doveva essere uno snodo salvezza. È diventato qualcos’altro. E per Andrada, con ogni probabilità, anche l’ultima pagina della sua esperienza con la maglia del Zaragoza.