Un video pubblicato su TikTok ha attirato l’attenzione di molti appassionati di calcio e tecnologia (ed ha ottenuto rapidamente milioni di visualizzazioni). Le immagini mostrano alcuni robot quadrupedi aggirarsi nei pressi dell’AT&T Stadium di Arlington, una delle strutture coinvolte nell’organizzazione dei Mondiali del 2026.
Nel filmato, uno dei robot si avvicina a una persona e muove la testa in modo curioso, quasi come farebbe un cucciolo. A corredo del video compare però un’affermazione che ha immediatamente acceso il dibattito online: secondo l’autore del post, quei robot sarebbero stati utilizzati per effettuare la scansione facciale degli spettatori e verificare l’identità dei possessori dei biglietti.
@ogdaffle Dallas is using facial scanning robots to verify ticket holders for the FIFA World Cup! #worldcup #dallas #robotdog #fifa #fyp ♬ original sound – OG Daffle
Un’ipotesi che ha rapidamente alimentato commenti e preoccupazioni, complice un’immagine che ricorda più una serie distopica che un evento sportivo internazionale (un’immagine che temiamo diventerà parte della nostra quotidianità).
Nessun riconoscimento facciale: il chiarimento di Boston Dynamics
La realtà è diversa da quella raccontata nel video virale.
Boston Dynamics, l’azienda che produce i celebri robot Spot, ha chiarito che i dispositivi saranno impiegati nei siti collegati alla Coppa del Mondo esclusivamente per attività di sicurezza perimetrale e supporto agli operatori umani.
Secondo quanto spiegato dall’azienda, i robot potranno essere utilizzati per ispezionare aree sensibili, verificare la presenza di oggetti sospetti e contribuire alla gestione di situazioni potenzialmente pericolose senza esporre direttamente il personale ai rischi.
Non dispongono di funzionalità di riconoscimento facciale e non saranno utilizzati per identificare i tifosi attraverso la scansione dei volti.
Si tratta di un dettaglio importante, soprattutto in un periodo storico in cui i temi della privacy e della sorveglianza tecnologica sono spesso al centro del dibattito pubblico.
Del resto, l’utilizzo di Spot in contesti di sicurezza non è una novità. Negli ultimi anni questi robot sono stati impiegati in numerosi scenari operativi: dalla gestione di aree industriali alla verifica di ambienti contaminati da sostanze chimiche, fino alle missioni di ricerca e soccorso dopo calamità naturali.
Perché vengono utilizzati negli eventi sportivi
La presenza di robot quadrupedi durante grandi manifestazioni sportive sta diventando sempre più frequente.
Negli ultimi anni sono comparsi in diversi eventi internazionali, tra cui partite di cricket nel Regno Unito, incontri della NFL negli Stati Uniti e persino durante l’Indianapolis 500.
Il motivo è piuttosto semplice: consentono di raccogliere informazioni in tempo reale e raggiungere zone che potrebbero risultare difficili o rischiose per gli operatori umani.
Spot è equipaggiato con una serie di sensori avanzati, telecamere a 360 gradi e sistemi in grado di rilevare anomalie sonore, termiche e, in alcune configurazioni, anche chimiche.
Può camminare su terreni irregolari, salire scale e operare per lunghi periodi senza richiedere un intervento costante da parte degli addetti alla sicurezza.
In occasione dei Mondiali 2026, che si svolgeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico, queste caratteristiche potrebbero rivelarsi particolarmente utili per il monitoraggio delle aree esterne agli impianti e per la gestione preventiva di eventuali situazioni critiche.
Non sarà però soltanto il lato statunitense dell’organizzazione a fare affidamento sulla robotica. Anche il Messico ha annunciato l’impiego di robot simili per supportare le operazioni di sicurezza, soprattutto nelle attività di ricognizione di zone considerate potenzialmente pericolose.
Insomma, chi assisterà alle partite potrebbe effettivamente imbattersi in questi curiosi “cani robot”. La loro presenza non servirà però a controllare l’identità dei tifosi, bensì a fornire un ulteriore strumento agli addetti alla sicurezza.