Duckens Nazon è il massimo marcatore di Haiti

Correva l’anno 1974. Da un lato la Germania Ovest, dall’altro quella dell’Est. Nella parte occidentale veniva organizzato il mondiale di calcio numero 10 della storia, destinato a essere vinto dai padroni di casa.

Senza l’Unione Sovietica, ma con Germania Est, Polonia e Bulgaria a rappresentare le squadre oltre cortina, oltre alla Jugoslavia della terza via titina. Tra le esordienti nella massima competizione per compagini nazionali, oltre alla già citata Germania Est, tre squadre decisamente esotiche: l’Australia, che in seguito diventerà un’habitué dell’appuntamento, lo Zaire e Haiti.

Non siamo qui per parlare di calcio e geopolitica, né della competizione disputata ormai oltre cinquant’anni fa, ma proprio di Haiti. Un paese caraibico da oltre dieci milioni di abitanti, colonia francese fino all’indipendenza proclamata il primo gennaio 1804.

La storia che ci apprestiamo a raccontare ha parecchio a che fare con la Francia, come andremo a vedere.

Duckens Nazon, The Duck da Parigi ai record caraibici

È il 7 aprile del 1994 quando a Parigi nasce Duckens Moïse Nazon, figlio di due migranti haitiani. Cresce a Poissy, comune dell’area occidentale della capitale francese, mantenendo però un legame fortissimo con il paese d’origine della famiglia.

Come tanti ragazzi della sua generazione sogna di diventare un calciatore professionista. Il suo idolo è Ronaldo, il Fenomeno brasiliano che negli anni Novanta fa innamorare milioni di tifosi in tutto il mondo. Anche Nazon gioca da centravanti e, pur senza raggiungere i livelli del suo modello, costruirà una carriera più che rispettabile attraverso campionati e continenti diversi.

Dopo gli inizi nelle categorie minori francesi arriva nel 2015 la chiamata dello Stade Lavallois, in Ligue 2. È il primo contratto professionistico della sua carriera. Segna con buona frequenza nonostante uno spazio limitato, ma al termine dell’esperienza non arriva il rinnovo.

Da quel momento inizia un percorso che lo porterà letteralmente in giro per il mondo. Nell’estate del 2016 viene presentato dal Tondela, in Portogallo, ma l’avventura si interrompe prima ancora di cominciare. Pochi mesi dopo vola in India ai Kerala Blasters.

L’anno successivo sbarca in Inghilterra. I Wolverhampton Wanderers lo mettono sotto contratto e lo girano in prestito prima al Coventry City e poi all’Oldham Athletic. Con quest’ultima maglia realizza nel febbraio 2018 il Goal of the Month della League One contro il Blackburn Rovers.

Dall’Inghilterra all’Iran passando per Belgio, Scozia e Bulgaria

La carriera di Nazon prosegue senza troppe soste. Belgio con il Saint-Trond, Scozia con il Saint Mirren, quindi il ritorno in Francia con il Quevilly-Rouen e successivamente la Bulgaria con il CSKA Sofia.

Nel corso degli anni colleziona anche diversi riconoscimenti individuali nelle categorie minori francesi e inglesi, mentre con la maglia della nazionale diventa spesso protagonista nelle competizioni CONCACAF. In più occasioni viene nominato man of the match nella Gold Cup, il principale torneo continentale per le nazionali del Nord e Centro America.

L’ultima tappa della sua carriera è l’Iran, con l’Esteghlal di Teheran. Ed è proprio qui che, nel 2025, si ritrova protagonista di una vicenda che poco ha a che fare con il calcio.

Stava per imbarcarsi su un volo diretto in Francia quando la situazione militare nella regione precipita improvvisamente. L’aereo è pronto al decollo, lui è già seduto al proprio posto, quando arriva l’ordine di evacuare il velivolo. Lo spazio aereo viene chiuso e il viaggio si trasforma in una fuga.

Insieme ad altri compagni affronta un lungo trasferimento via terra verso l’Azerbaigian. Circa venti ore di viaggio, tra blocchi, controlli e la vista delle esplosioni in lontananza. Soltanto due giorni più tardi riuscirà finalmente a raggiungere Parigi.

Un’esperienza che lo porterà a riflettere sul costo umano dei conflitti e che, per sua stessa ammissione, gli ha fatto apprezzare ancora di più la possibilità di riabbracciare la moglie marocchina e i quattro figli.

Il miglior marcatore della storia di Haiti

Se la carriera nei club racconta di un attaccante giramondo, quella in nazionale racconta qualcosa di ancora più significativo.

Nazon veste la maglia di Haiti dal 2014 ed è oggi il recordman assoluto delle reti con la selezione caraibica. Con 44 gol in 82 presenze ha superato Emmanuel Sanon, leggenda nazionale e autore delle uniche due reti segnate da Haiti ai Mondiali del 1974, una contro l’Argentina e una contro l’Italia.

Nel suo bottino figurano anche svariate marcature multiple contro avversari non irresistibili. A Sint Maarten ha rifilato una cinquina e una tripletta, mentre contro Turks e Caicos è arrivato persino un poker. Numeri che gli hanno consentito di costruire un vantaggio importante sugli altri grandi cannonieri della storia haitiana, tra cui Frantzdy Pierrot, ancora in attività.

Il traguardo più importante, però, è arrivato di recente. Haiti tornerà infatti a disputare un Mondiale dopo 52 anni di assenza.

Per un paese che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con instabilità politica, crisi economica e problemi di sicurezza, la qualificazione rappresenta molto più di un semplice risultato sportivo. Non a caso Nazon ha ammesso di avere difficoltà persino a descrivere ciò che proverà quando entrerà in campo per la prima partita della competizione.

Nel girone ci saranno avversari di altissimo livello come Brasile, Marocco e Scozia. Ma il centravanti haitiano ha già chiarito quale sarà l’atteggiamento della squadra: rispetto per tutti, paura di nessuno.

E dopo aver attraversato mezza Europa, giocato in tre continenti e vissuto persino una fuga da una zona di guerra, il sogno è rimasto sorprendentemente semplice: segnare almeno un gol ai Mondiali con la maglia di Haiti.

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