Ci sono cognomi che nel calcio italiano sembrano appartenere automaticamente alla maglia azzurra. Materazzi è uno di quelli. Buffon pure. Eppure il calcio moderno, soprattutto a livello giovanile, sta raccontando una storia diversa.
Da una parte c’è Gianfilippo Materazzi, nipote di Marco Materazzi, campione del mondo nel 2006 e volto simbolico di un’intera epoca della Nazionale italiana. Dall’altra Louis Thomas Buffon, figlio di Gianluigi Buffon, forse il portiere più iconico della storia azzurra recente (campione del mondo a sua volta e tra i portieri più forti della storia).
Entrambi sono cresciuti in Italia. Entrambi hanno cognomi pesantissimi. Ed entrambi, almeno per il momento, hanno scelto una nazionale diversa da quella italiana.
Una coincidenza che racconta bene come sia cambiato il calcio europeo negli ultimi anni, soprattutto per i ragazzi nati dentro famiglie internazionali o con doppia cittadinanza. Oggi le convocazioni giovanili non sono più soltanto una questione tecnica e di identità: diventano anche una questione di prospettiva.
Chi è Gianfilippo Materazzi: ruolo, caratteristiche e il legame con la Serbia
Classe 2009, Gianfilippo Materazzi è uno dei profili più osservati del settore giovanile della Lazio. Gioca nell’Under 17 biancoceleste allenata da Cristian Ledesma e, nonostante il cognome faccia pensare all’arcigno zio, il suo stile di gioco è molto diverso rispetto a quello del Materazzi campione del mondo nel 2006.
Non è un difensore centrale (quello è il figlio Davide, oggi ai New York Cosmos) duro e fisico: Gianfilippo è un giocatore offensivo, abituato a partire largo a sinistra per poi rientrare sul destro.
Gli piace puntare l’uomo, cercare l’imbucata o il tiro verso la porta. In questa stagione ha raccolto 3 reti e realizzato 5 assist in 23 gare nella fase regolare e 2 reti in 2 gare nei playoff, disputate quasi sempre da titolare.
Qualche cartellino di troppo racconta anche un carattere acceso, ma a quell’età è quasi fisiologico (e se poi si pensa al cognome…). Il talento, invece, è ciò che interessa davvero agli osservatori.
Nei mesi scorsi il suo nome è finito al centro dell’attenzione dopo la convocazione con la Serbia Under 17. Una scelta resa possibile dal doppio passaporto legato alle origini familiari della madre (Maura Soldati, nata in Serbia).
La federazione serba ha accolto Materazzi junior con un comunicato molto caloroso, insistendo soprattutto sul tema delle radici e del senso di appartenenza. Toni forti, quasi simbolici, che mostrano quanto oggi le nazionali lavorino anche sul piano emotivo per convincere i ragazzi con doppia eleggibilità.
Naturalmente nulla è ancora definitivo. Nel calcio internazionale moderno le scelte giovanili possono cambiare nel tempo, almeno finché non arriva una presenza ufficiale con la nazionale maggiore. Ma il segnale è sicuramente significativo.
Louis Buffon e la scelta della Repubblica Ceca
Un percorso simile, almeno nella sostanza, riguarda Louis Thomas Buffon.
Nato a Torino nel dicembre 2007, Louis è figlio di Gianluigi Buffon e della modella ceca Alena Šeredová. Anche lui possiede doppia cittadinanza e anche lui ha deciso di iniziare il proprio cammino internazionale lontano dall’Italia.
Nel suo caso la scelta è ricaduta sulla Repubblica Ceca, nazionale con cui ha già giocato a livello giovanile (fino all’Under 19, mostrando anche un importante senso del gol).
Rispetto a Gianfilippo Materazzi, Louis ha un percorso professionistico già più avanzato. Dopo gli inizi tra Sisport e Juventus, si è trasferito al Pisa, club nel quale ha proseguito la crescita fino all’esordio tra i professionisti.
Attaccante offensivo, rapido e tecnico, ha debuttato prima in Serie B e successivamente anche in Serie A con la maglia nerazzurra. Nell’inverno del 2026 è poi passato in prestito al Pontedera per accumulare minuti ed esperienza (sebbene non sia riuscito ancora a realizzare la prima rete tra i professionisti).
Il cognome Buffon continua inevitabilmente a generare curiosità, anche perché molti tifosi associano automaticamente Louis al ruolo del padre. In realtà parliamo di un giocatore offensivo, completamente diverso per caratteristiche e posizione in campo.
La sua decisione di rappresentare la Repubblica Ceca aveva fatto discutere parecchio in Italia, soprattutto per il valore simbolico del cognome. Ma osservando il contesto familiare la scelta appare molto meno sorprendente di quanto sembri.
Perché sempre più giovani con doppio passaporto scelgono altre nazionali
La storia di Materazzi junior e quella di Louis Buffon aiutano anche a capire come sia cambiato il calcio delle nazionali.
Una volta il legame con una federazione era quasi automatico. Oggi non funziona più così. I ragazzi crescono spesso dentro culture diverse, parlano più lingue, hanno famiglie internazionali e vivono il calcio con una prospettiva molto più aperta rispetto alle generazioni precedenti.
Le federazioni, nel frattempo, si sono organizzate. Lo scouting non riguarda più soltanto il talento tecnico, ma anche la capacità di creare un rapporto umano con i giocatori e con le loro famiglie.
Convocare un ragazzo a 16 o 17 anni significa mandare un messaggio preciso: “Ti consideriamo parte del nostro progetto”.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante della vicenda. Non tanto la “perdita” di un talento per l’Italia, quanto il fatto che oggi le nazionali siano diventate sempre più rapide, aggressive e strategiche nel proteggere il proprio futuro (e in tal senso nel nostro Paese la classe dirigente calcistica dovrebbe fare qualcosa di più).