Otto giornate di squalifica per Alain Taho dopo il finale tesissimo di Cesena-Inter Primavera, gara valida per i quarti di finale della fase play off del campionato di categoria. Una decisione pesante, arrivata dopo le proteste del giovane portiere nerazzurro in occasione del gol del definitivo 2-1 segnato dai romagnoli direttamente da calcio d’angolo.

Taho, nato nel 2007, titolare più volte nel corso della stagione alternandosi con Matteo Farronato e già nel giro dell’Under 21 albanese, ha reagito in maniera sbagliata dopo una decisione arbitrale che riteneva ingiusta ma le immagini dell’episodio (viste probabilmente da pochi a giudicare dai commenti sui social ma che vi offriamo in questo post) tendono a dare un altro quadro dell’accaduto rispetto alla secca notizia in sé.

Il contatto in area e la reazione del portiere dell’Inter

L’azione nasce da un corner battuto direttamente verso la porta nerazzurra. Nel cuore dell’area piccola Taho viene però travolto durante il tentativo di uscita e il pallone termina in rete tra le proteste dell’Inter. Guardando il replay, più che una semplice carica di gioco, il contatto ricorda quasi un placcaggio ai danni del portiere, ostacolato mentre prova ad intervenire sul pallone.

Da lì nasce la rabbia del giovane estremo difensore, che corre verso l’arbitro per contestare la convalida della rete. Ed è proprio questo il punto su cui bisogna fare chiarezza: il gesto resta brutto e la squalifica, almeno nella sostanza, è difficile da contestare.

Andare faccia a faccia con il direttore di gara, protestare in modo aggressivo e arrivare al contatto fisico — anche senza una violenza particolare — è qualcosa che non dovrebbe accadere. Nel comunicato del giudice sportivo si parla infatti di un urto “con il petto all’altezza della spalla” e di espressioni ingiuriose rivolte all’arbitro.

Chi ha visto soltanto il testo del comunicato potrebbe immaginare una scena molto più dura di quella che emerge dalle immagini. Non si assiste a un’aggressione violenta o a qualcosa di fuori controllo, ma resta comunque una protesta eccessiva e fuori dai limiti, soprattutto per un ragazzo giovane che dovrà inevitabilmente imparare a gestire meglio momenti di tensione simili.

Un episodio discusso, tra errore arbitrale e sanzione severa

Il fatto che il comportamento di Taho sia censurabile non significa però che l’episodio iniziale non lasci parecchi dubbi. Anzi. È proprio questo a rendere la vicenda così discussa.

Perché riguardando l’azione, il contatto sul portiere appare tutt’altro che leggero. La sensazione è che il numero uno nerazzurro venga ostacolato in maniera evidente mentre il pallone si dirige verso la porta. Da qui la rabbia immediata del giocatore e una protesta che, pur andando oltre il consentito, nasce da un episodio arbitrale che non può non far discutere.

Otto giornate restano una punizione molto pesante per un ragazzo classe 2007, legato all’Inter da un contratto fino al 2030 e già nel giro delle nazionali albanesi. Probabilmente hanno inciso anche le parole rivolte all’arbitro, oltre al contatto fisico successivo alla rete.

La sensazione, osservando attentamente il video dall’inizio alla fine, è che si possano tenere insieme entrambe le letture senza forzature: da una parte un gesto sbagliato che meritava una sanzione, dall’altra un episodio arbitrale molto controverso, con un contatto sul portiere che sembra più vicino a un placcaggio che a una normale carica di gioco.

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