«Ma grazie mamma, ne hai fatti due su due».
Così cantavano J-Ax e Grido, fratelli anche loro, in una canzone d’inizio millennio che celebrava la fratellanza vera: non quella della Rivoluzione francese e neppure quella dell’inno nazionale (anche se qui, per forza di cose, si finisce a parlare di Fratelli d’Italia), ma quella di sangue.
Chissà cosa pensava, in quelle notti, mamma Flavia. Lei ne ha fatti tre su tre e adesso potrebbe vedere due dei suoi figli scrivere una piccola pagina di storia del calcio italiano. Roberto Mancini ha infatti convocato Sebastiano e Francesco Pio Esposito per i primi quattro impegni di Nations League contro Belgio, Turchia e Francia: se dovessero scendere in campo contemporaneamente, diventerebbero la quarta coppia di fratelli a giocare insieme nella Nazionale maggiore e la prima dopo oltre un quarto di secolo.
Gli ultimi sono stati Pippo e Simone Inzaghi, che il 15 novembre 2000 condivisero per undici minuti la maglia azzurra. Non furono però i primi, come erroneamente riportato in una precedente versione di questo articolo: prima di loro c’erano già riusciti i fratelli Milano e i Cevenini.
Pio era atteso, Sebastiano molto meno
La presenza di Francesco Pio Esposito non sorprende più nessuno. Il più giovane dei tre fratelli, classe 2005, si è preso spazio nell’Inter e ha già raccolto numeri pesanti con la Nazionale maggiore: nove presenze e cinque gol. Considerarlo uno degli astri nascenti del calcio italiano, a questo punto, non significa certo esporsi in una previsione particolarmente avventurosa.
Più inattesa è la scelta di Sebastiano. Nato nel 2002, l’attaccante oggi al Sassuolo sembrava destinato a bruciare le tappe quando esordì giovanissimo con l’Inter, ma la sua carriera ha seguito una strada molto meno lineare: SPAL, Venezia, Basilea, Anderlecht, Bari, Sampdoria, Empoli e Cagliari prima dell’attuale esperienza neroverde. Tante squadre, qualche passaggio a vuoto e la sensazione, rimasta addosso per anni, di un talento non ancora espresso fino in fondo.
La chiamata di Mancini è quindi una delle sorprese della lista. Pio rappresenta già il presente e soprattutto il futuro dell’attacco azzurro; Sebastiano si è guadagnato l’occasione dopo un percorso decisamente più accidentato. Due storie differenti che tornano a incrociarsi in Nazionale.
Era già successo nell’estate del 2025, al Mondiale per club, ma senza che i due riuscissero a giocare insieme: contro gli Urawa Red Diamonds, Pio entrò proprio al posto di Sebastiano. Una specie di passaggio di consegne, almeno per quella sera. Con l’Italia potrebbe finalmente esserci spazio per entrambi.
Prima degli Inzaghi: i fratelli Milano e Cevenini
Con la Nazionale maggiore sono soltanto tre le coppie di fratelli scese in campo contemporaneamente. Due precedenti risalgono addirittura a oltre un secolo fa.
I primi furono Giuseppe e Felice Milano, entrambi tesserati per la Pro Vercelli e compagni anche in azzurro per tre volte tra il 1912 e il 1913: contro la Francia a Torino, contro il Belgio ancora a Torino e infine nella trasferta di Vienna contro l’Austria.
Il 31 gennaio 1915 toccò invece ad Aldo e Luigi Cevenini. I due giocarono insieme nella vittoria per 3-1 sulla Svizzera e riuscirono persino a segnare entrambi: Luigi realizzò su rigore il gol del momentaneo 2-1, mentre Aldo firmò la terza rete italiana.
Bisognò poi aspettare 85 anni per rivedere due fratelli contemporaneamente in campo con l’Italia. Il 15 novembre 2000, allo Stadio delle Alpi di Torino, gli Azzurri affrontavano l’Inghilterra in amichevole. Giovanni Trapattoni mandò Simone Inzaghi in campo al 61’ al posto di Alessandro Del Piero; Pippo era già sul terreno di gioco e vi rimase fino al 72’, quando venne sostituito da Marco Delvecchio.
Undici minuti uno accanto all’altro, nella partita vinta dall’Italia per 1-0. Non si tratta quindi di un record assoluto da battere, considerando i precedenti dei Milano e dei Cevenini, ma dell’ultima apparizione contemporanea di due fratelli con la maglia azzurra. Una statistica ferma da quasi 26 anni.
A Sebastiano e Pio non servirebbero dunque dodici minuti per entrare nella storia: basterebbe trovarsi sul terreno di gioco nello stesso momento, anche soltanto per pochi secondi, per diventare la quarta coppia italiana a riuscirci.
I fratelli convocati insieme senza essere utilizzati contemporaneamente sono invece di più. Il caso più celebre è quello di Giuseppe e Franco Baresi, simboli e capitani rispettivamente dell’Inter e del Milan. Bearzot li portò entrambi all’Europeo del 1980: Giuseppe disputò tre incontri, mentre Franco non scese mai in campo. Negli anni successivi si alternarono tra i convocati senza giocare insieme una partita della Nazionale maggiore.
Nel febbraio del 2001 Trapattoni convocò anche i gemelli Cristian e Damiano Zenoni per l’amichevole contro l’Argentina. In campo andò però soltanto Cristian, mentre Damiano rimase in panchina.
L’elenco dei fratelli arrivati in azzurro in momenti differenti è ancora più lungo. Ne fanno parte Carlo e Alessandro Rampini, Cesare e Dario Martin, Mario e Giovanni Varglien e, in tempi più recenti, Fabio e Paolo Cannavaro: il primo capitano dell’Italia campione del mondo nel 2006, il secondo convocato una sola volta da Roberto Donadoni.
Fuori dall’Italia la faccenda è stata molto meno rara. Frank e Ronald de Boer hanno condiviso per anni la maglia dei Paesi Bassi; Bobby e Jack Charlton hanno vinto insieme il Mondiale del 1966; Michael e Brian Laudrup hanno giocato il torneo del 1998 con la Danimarca. Più avanti sono arrivati Kolo e Yaya Touré con la Costa d’Avorio, Eden e Thorgan Hazard con il Belgio, Lucas e Theo Hernandez con la Francia.
E se un giorno arrivassero a tre?
La storia azzurra degli Esposito, però, non comincia con Sebastiano e Pio. Il maggiore è Salvatore, centrocampista classe 2000 oggi alla Sampdoria in Serie B. In Nazionale ci è già arrivato: Roberto Mancini, durante la sua prima esperienza sulla panchina azzurra e prima della parentesi saudita, lo fece debuttare l’11 giugno 2022 nel pareggio per 0-0 contro l’Inghilterra a Wolverhampton. Entrò nel secondo tempo al posto di Lorenzo Pellegrini.
Da allora è uscito dal giro azzurro, ma ha ancora 25 anni – ne compirà 26 il prossimo 7 ottobre – e tutto il tempo per provare a rientrarci. L’obiettivo degli Esposito potrebbe così diventare molto più ambizioso di una semplice presenza contemporanea di Sebastiano e Pio: portare tre fratelli nella stessa Nazionale italiana, magari persino nella medesima lista di convocati.
Nel calcio mondiale esiste almeno un precedente clamoroso. Jerry, Wilson e Johnny Palacios furono convocati insieme dall’Honduras per il Mondiale del 2010, diventando il primo terzetto di fratelli inserito nella stessa rosa iridata. Per l’Italia sarebbe invece un unicum assoluto.
Prima, però, c’è una pagina di storia assai più vicina. Mancini deve soltanto scegliere Sebastiano e Pio nella stessa partita e fare in modo che, anche per un istante, si trovino insieme sul terreno di gioco. Mamma Flavia, in attesa dell’eventuale tre su tre azzurro, potrebbe già cominciare ad accontentarsi di un ottimo due su due.
