Non siamo soliti occuparci di calcio a 5, ma in questo caso l’eccezione è quasi obbligata. Perché quando si parla di Zicky Té si parla di uno dei talenti più straordinari che il futsal mondiale abbia espresso negli ultimi anni.
Molti tifosi lo hanno scoperto attraverso una raccolta di giocate diventata virale sul web. Altri lo seguono da tempo e sanno bene che non si tratta di una comparsa improvvisa o di un giocatore esploso grazie a qualche video particolarmente riuscito. Dietro quei colpi di tacco, quelle finte e quei gesti tecnici che sembrano sfidare la logica c’è un curriculum che pochi atleti della sua età possono vantare.
A 24 anni, infatti, Zicky Té ha già conquistato praticamente tutto ciò che conta nel calcio a 5 internazionale. E la sensazione è che il meglio debba ancora arrivare.
La storia di Zicky Té: dalla Guinea-Bissau al tetto del mondo
Nato il 1° settembre 2001 a Bissau, capitale della Guinea-Bissau, Isaque Gomes Té — questo il suo nome completo — si è trasferito in Portogallo insieme alla famiglia quando aveva appena sei anni. È lì che ha iniziato a costruire il proprio percorso sportivo, entrando nel settore giovanile dello Sporting Lisbona, una delle società più importanti del futsal europeo.
La crescita è stata costante ma rapidissima. Dopo aver completato tutta la trafila nelle giovanili dello Sporting, è arrivato in prima squadra diventando in poco tempo uno dei punti di riferimento del club.
Nel frattempo è arrivata anche la chiamata della nazionale portoghese. Una convocazione che si è trasformata rapidamente in qualcosa di molto più grande.
Con il Portogallo ha infatti conquistato il Mondiale del 2021 e l’Europeo del 2022, contribuendo ai successi di una delle nazionali più forti che il futsal abbia conosciuto negli ultimi anni. Non solo. Durante la rassegna continentale disputata nei Paesi Bassi è stato premiato come miglior giocatore del torneo, riconoscimento che lo ha definitivamente consacrato a livello internazionale.
Un traguardo enorme per un giocatore che all’epoca aveva poco più di vent’anni.
Due Champions League e un ruolo centrale nello Sporting Lisbona
Se la nazionale gli ha regalato la consacrazione definitiva, il lavoro quotidiano continua a passare attraverso lo Sporting Lisbona.
Il club portoghese rappresenta da anni una delle potenze del calcio a 5 europeo e Zicky Té è diventato uno degli uomini simbolo della squadra. Con la maglia biancoverde ha conquistato campionati nazionali, coppe e soprattutto due UEFA Futsal Champions League.
L’ultima è arrivata proprio nella stagione appena conclusa, confermando ancora una volta il dominio dello Sporting ai massimi livelli continentali.
Pur ricoprendo il ruolo di pivot, tradizionalmente associato al lavoro spalle alla porta e alla presenza fisica nell’area avversaria, Zicky ha sviluppato caratteristiche che vanno ben oltre quelle del classico finalizzatore. La sua mobilità, la rapidità nei movimenti e la capacità di inventare giocate imprevedibili lo rendono un giocatore estremamente difficile da marcare.
Perché tutti parlano delle sue giocate
Naturalmente i trofei spiegano soltanto una parte del fenomeno.
Quello che ha fatto conoscere Zicky Té anche a chi normalmente non segue il futsal è il suo repertorio tecnico. Nei video che circolano online si vedono colpi di tacco utilizzati come assist, conclusioni improvvise, controlli orientati eseguiti in spazi ridottissimi e una serie di tocchi che sembrano appartenere più a un’esibizione che a una partita professionistica.
La differenza è che quelle giocate arrivano durante incontri ufficiali, spesso contro avversari di altissimo livello.
Non sorprende quindi leggere commenti entusiasti da parte degli appassionati. Uno dei più apprezzati recita: «Non ho mai visto qualcuno così bravo a usare tacchi e tocchi in 25 anni passati a guardare calcio e futsal. Che talento». Un altro lo definisce addirittura «il Ronaldinho del futsal».
Paragoni sempre delicati, certo, ma che aiutano a comprendere l’impressione che Zicky riesce a lasciare anche su chi lo osserva per la prima volta.
La caratteristica che colpisce maggiormente è probabilmente la naturalezza. Molti giocatori spettacolari danno l’impressione di cercare la giocata difficile. Nel suo caso, invece, spesso sembra semplicemente il modo più spontaneo di interpretare la situazione.
Per questo motivo il suo nome continua a circolare sempre più spesso anche fuori dagli ambienti tradizionalmente legati al calcio a 5. Per gli appassionati è già una stella affermata. Per il pubblico generalista rappresenta invece una scoperta recente, di quelle che portano immediatamente a cercare altri video e altre giocate.
E considerando ciò che ha già vinto a soli 24 anni, è difficile immaginare che il suo percorso si fermi qui.