Bastano pochi secondi in televisione per trasformare un dettaglio (pressoché impercettibile, ad onor del vero) in un caso internazionale. È quanto accaduto prima della partita tra Germania e Curaçao ai Mondiali del 2026, quando una breve inquadratura dedicata alla sala VAR ha acceso una discussione che, nel giro di poche ore, si è diffusa sui social network.
Nel momento in cui il collegamento mostrava gli ufficiali incaricati della revisione video, le telecamere hanno inquadrato anche l’australiano Shaun Evans, supervisore del VAR per la gara. Alcuni spettatori hanno notato un gesto della mano eseguito davanti alla telecamera e hanno immediatamente associato quel movimento a un simbolo che negli ultimi anni è stato talvolta collegato ad ambienti suprematisti bianchi.
O cidadão no VAR de Alemanha e Curaçao fez um gesto com as mãos que é associado a um símbolo de supremacia branca.
Que bizarrice. pic.twitter.com/dEePXDPeyd
— TB 🇧🇷 (@TottenhamBrasil) June 14, 2026
Il filmato è stato rapidamente condiviso online, accompagnato da accuse, interpretazioni e ricostruzioni di ogni genere. Nel giro di poco tempo la discussione ha finito per oscurare persino l’aspetto sportivo dell’evento.
Il gesto e le interpretazioni nate sui social
Le immagini mostrano Evans sorridere davanti alla telecamera mentre tiene la mano destra in una posizione in cui pollice e indice si toccano formando un cerchio, con le altre dita distese. Il gesto rimane visibile per alcuni secondi prima che l’ufficiale si giri e l’inquadratura cambi.
Per una parte degli utenti online quel segnale sarebbe riconducibile al cosiddetto gesto “white power”, interpretazione che ha portato a numerosi commenti indignati e richieste di chiarimenti.
La questione, tuttavia, è molto più complessa di quanto possa sembrare leggendo i messaggi pubblicati sui social. Lo stesso simbolo viene infatti utilizzato quotidianamente in moltissimi Paesi come semplice segno di approvazione, per indicare che qualcosa va bene (è il più classico degli ok, sebbene in prospettiva mussoliniana) oppure come scherzo tra amici.
Negli anni il gesto è stato oggetto di numerose controversie proprio perché il suo significato può cambiare radicalmente a seconda del contesto. In alcuni casi è stato deliberatamente associato a messaggi politici estremisti; in moltissimi altri, invece, non aveva alcuna connotazione ideologica.
Nel caso specifico non risultano dichiarazioni ufficiali da parte dell’arbitro australiano né elementi che consentano di attribuire con certezza un’intenzione particolare al gesto mostrato in diretta televisiva.
Tra simboli, sospetti e ricerca di significati nascosti (sin dalla cerimonia di inaugurazione)
La vicenda si inserisce in un contesto culturale nel quale ogni immagine viene spesso analizzata fotogramma per fotogramma alla ricerca di possibili messaggi nascosti. Un fenomeno che non riguarda soltanto il calcio.
Lo stesso Mondiale 2026, fin dalla cerimonia inaugurale, è stato accompagnato da interpretazioni di ogni tipo. Alcuni utenti hanno sostenuto di individuare richiami esoterici, simbolismi massonici e significati occulti praticamente in ogni sequenza dello spettacolo, dando vita a discussioni infinite sui social.
In questo clima, qualunque gesto ambiguo rischia di essere immediatamente trasformato in una prova di qualcosa. Il problema è che tra un’ipotesi e un fatto accertato esiste una differenza sostanziale.
Ad oggi non emergono elementi che dimostrino che Shaun Evans abbia voluto lanciare un messaggio politico o ideologico. Esiste invece la certezza che quel breve frammento televisivo abbia generato una forte reazione online, alimentata dalla velocità con cui oggi si costruiscono narrazioni e contro-narrazioni attorno a qualsiasi episodio pubblico.
Per questo motivo la prudenza resta probabilmente l’approccio più ragionevole. Il gesto può apparire discutibile, curioso o fuori luogo a seconda della sensibilità di chi guarda, ma attribuirgli automaticamente un significato preciso senza prove rischia di trasformare una semplice inquadratura nell’ennesimo processo alle intenzioni utile solo ad avvelenare i pozzi.
