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Milan, i nuovi non ingranano: il passo falso con la Cremonese fa scappare il Napoli

Il Milan di Stefano Pioli ha accusato un evidente calo fisico e di lucidità nelle ultime uscite in campionato: la mancata integrazione dei nuovi è solo una delle cause della fuga del Napoli.

Dopo un avvio di campionato che sembrava la diretta continuazione del finale di quello passato, il Milan di Stefano Pioli ha perso i primi punti importanti contro il Napoli capolista (in assoluto la squadra più in forma e bella da vedere dle campionato) quindi ne ha regalati altri 5 ai campani e agli avversari in due partite teoricamente abbordabili contro il Torino e la Cremonese. In entrambe queste partite i rossoneri sono sembrati in controllo del gioco e capaci, come sempre, di arrivare di fronte alla porta avversaria con costanza, ma è mancato il killer instict. Lo stesso in realtà era successo anche sabato sera contro lo Spezia, ma il gol sul finale di Giroud aveva allontanato spettri abbastanza evidenti.

Tutti i principali quotidiani nazionali si sono lanciati contro la campagna acquisti estiva del Milan, durante la quale sono arrivati 7 nuovi acquisti, due dei quali dovevano essere elementi in grado di innalzare il livello qualitativo della rosa e consentire al tecnico di avere maggiori ricambi in attacco. Stiamo parlando chiaramente di Origi e De Ketelaere. Il primo è stato un colpo a costo zero e veniva da anni complicati con il Liverpool, il secondo era la stella del Brugges ed è stato inseguito per due mesi abbondanti. Per il centravanti ci sono stati problemi fisici che ne hanno limitato l’utilizzo e rovinato la condizione, per il trequartista un ritardo di condizione ed un’evidente difficoltà ad inserirsi negli schemi di Pioli che lo ha portato probabilmente a perdere smalto e convinzione nei propri mezzi.

Difficile, dato il percorso fatto, le problematiche incontrate ed il poco tempo a disposizione (il Mondiale a metà anno ha serrato i ritmi e costretto ad accelerare preparazione dei match e dei calciatori) bocciare i due calciatori belga. La prova del nove sarà dopo il Mondiale, quando – probabilmente riposati e soprattutto recuperati fisicamente e tatticamente – potranno esprimere il loro vero valore. Impossibile bocciare anche gli altri cinque arrivi: Adli, Vrankx, Thiaw e Dest hanno avuto pochissimo spazio a disposizione (al terzino statunitense nelle ultime settimane Pioli ha preferito Kalulu, con Gabbia al suo posto al centro della difesa), Pobega invece ha dato il suo contributo quando è stato chiamato in causa.

Ma allora qual è la causa di questo calo? Probabilmente l’incapacità di Pioli di inserire rapidamente i calciatori nel suo stile e nella sua idea di gioco. Nessuno in questi anni di gestione di Pioli si è integrato rapidamente, basti pensare a Leao e Tonali, ma anche a Diaz e Bennacer, persino lo stesso Kalulu che adesso manca come il pane al centro della difesa. Il tecnico preferisce mantenere una formazione tipo e alternare pochissimo i titolari. Questo fa sì che le riserve possano non sentirsi pronte quando chiamati in causa. Sprazzi interessanti li hanno mostrati sia De Ketelaere che Thiaw, meno Vrankx e Adli ma la sensazione è che qualcosa di buono possano farlo anche loro, Pobega può solo crescere e lo stesso dicasi per Dest. L’unico che forse potrebbe non sbocciare mai è Origi, calciatore di talento ma che in carriera non ha mai dato segnali di continuità o di capacità di leadership.

Cosa deve fare dunque il Milan nel mese e mezzo di pausa? Recuperare le energie e fare integrare i nuovi per poterli sfruttare come armi in più nella seconda parte del campionato. Cosa serve dal mercato? Un mediano in grado di recuperare palloni e dare respiro a Tonali e Bennacer e un esterno destro che possa costituire una catena alternativa a quella Hernandez-Leao insieme al terzino, che sia Calabria, Florenzi o Dest, tutti e tre probabilmente disponibili per la seconda parte di stagione. Infine un centravanti di prospettiva, giovane ma non acerbo, che possa dare il cambio e crescere all’ombra di Giroud.