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Che fine ha fatto Massimo Crippa, dai trionfi con Napoli e Parma ad un presente da dirigente

massimo crippa

Tra i giocatori che hanno fatto grande il primo Parma di Calisto Tanzi c’è anche Massimo Crippa, centrocampista di grande spessore che aveva già mostrato tutte le sue doti nel dominante Napoli di Maradona.

Nato a Seregno, Crippa cresce con il Meda Mobili in Prima Categoria e fa la gavetta con squadre come Saronno, Seregno e Pavia. Dopo un’ottima stagione in C2 arriva la chiamata del Torino, con cui disputa il primo campionato di Serie A nel 1987-88 (29 presenze e 3 reti).

Nell’estate 1988, all’età di 23 anni, il Napoli sborsa 7,6 miliardi di lire per portarlo sotto il Vesuvio. Si rivelerà una scelta profondamente azzeccata, dato che anche grazie a Crippa i partenopei riusciranno a conquistare la Coppa UEFA e l’anno successivo lo scudetto, il secondo della storia azzurra. Crippa vincerà anche la Supercoppa Italiana con il Napoli (5-1 alla Juventus).

Nel 1993 si formalizza il passaggio al Parma per 9 miliardi di lire. Anche con i ducali Crippa riuscirà a conquistare trofei: prima la supercoppa europea ai danni del Milan, poi la Coppa UEFA nel 1995 battendo in finale la Juventus. Nel 1998 fece ritorno al Torino, dove rimase per due stagioni, prima delle ultime esperienze alla Canzese e poi al Seregno.

Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, Massimo Crippa è diventato dirigente. Nel 2010 è stato nominato direttore sportivo e poi direttore generale del Renate. 

Da allora Crippa è rimasto nella società brianzola, che ha visto sfumare quest’anno il sogno della promozione in Serie B con il ko rimediato ai playoff contro la Juventus U23.